BREVI CENNI STORICI SUL NUOTO MASTER

AL CIRCOLO CANOTTIERI NAPOLI

(parte I - dalle origini al 2005)

 

 et haec olim meminisse iuvabit (Virgilio, Aen., I, 203)

GLI ALBORI

 

Il 7 giugno 1986 si disputano alla piscina Scandone in Napoli i primi Campionati Regionali master della Campania. Per l’occasione, la squadra del Circolo Canottieri Napoli è così composta: Annamaria Amati (M50), Alfonso Buonocore (M50), Aristide Cuomo (M70), Giovanni De Silva (M70), Achille De Torres (M35), Caterina Frascolla (M45), Mario Monte (M55), Silvana Squadrilli (M45); a questi si aggiunsero Antonio Esposito nella categoria M20, poi cassata, e, nelle staffette, Camilla De Silva, Silvia Ciardulli, Giuseppe Ariemma, Vittorio De Silva. Conquistano il successo Amati, Buonocore (2 volte), G. De Silva, De Torres, Frascolla, Monte, Squadrilli in un programma che prevede soltanto i 50 dei 4 stili ed i 200 misti oltre alla staffetta 4 x 50 sl. Già si rintracciano, nell’eletta schiera, i tre insigni, Fofò Buonocore, Giovanni De Silva e Mario Monte, che, imponendosi con impeccabile frequenza in campo nazionale ed internazionale, accresceranno fama e stima del C.C.N. inserendolo subito nel gruppo delle migliori compagini del mondo master; con loro nell'occasione il maestro d'armi Arisitide Cuomo, il master C.C.N. dai più antichi natali.

Il Campionato Regionale dell’86 costituisce il primo atto formale con il quale viene riconosciuta l’importanza e la funzione del nuoto “master” nella nostra Regione, dopo che, negli anni precedenti, vi erano state forti pressioni che avevano condotto al riconoscimento ufficiale della categoria il seno alla FIN: si erano già svolti, a Genova, i primi Campionati Italiani ed i meeting riservati ai soli master iniziavano ad avere una certa continuità: Città di Castello (Trofeo Italo Galluzzi, originariamente in vasca corta), Vimercate e Brescia (Brixia Fidelis) diventeranno appuntamenti fissi nel panorama natatorio master, iscrivendosi tra i più antichi precedenti nel novero dei trofei tuttora rimasti. Proprio nell’86, al Congresso di Madrid della FINA, la categoria master venne formalmente introdotta in seno alla Federazione Internazionale, e nello stesso anno si tenne anche la prima edizione dei Campionati Mondiali di nuoto master, a Toronto; l’anno successivo, partirono i Campionati Europei.

La spinta decisiva per l’istituzione dei Campionati Regionali Campani provenne da un gruppo di nuotatori che si strinse attorno al carisma di Alfonso Buonocore. Campione “in utroque” (nuoto e pallanuoto) secondo le gagliarde tradizioni dell’epoca, da giovane “Fofò” aveva conquistato 11 titoli italiani assoluti, tutti in staffetta, perché nelle sue gare individuali era incappato in Carlo Pedersoli, il primo italiano a scendere sotto il muro del minuto nei 100 sl. Aveva inoltre disputato 2 Olimpiadi con la nazionale di pallanuoto, a Melbourne e, prima ancora, ad Helsinki, dove aveva anche gareggiato nei 100 sl. Rinomata fama aveva acquisito soprattutto quale componente di spicco della squadra di pallanuoto del C.C.N. che nel 1951 aveva portato al Molosiglio il primo scudetto; nel ’58 aveva quindi concesso il bis, in una formazione che comprendeva i fratelli Dennerlein (Fritz e Bubi) e Mannelli (Maurizio e Luigi). Commercialista affermato, col passare degli anni non aveva mai abbandonato il nuoto, rivendicando per primo e con decisione il diritto di tutti, a qualsiasi età, di praticare l’amata disciplina. Tante volte aveva avuto scontri decisi con chi, secondo l’impostazione di quel periodo, non vedeva di buon occhio che le piscine fossero occupate, oltre che da ragazzi ed agonisti, da adulti senza finalità competitive assolute; spesso, anzi, solo il suo intervento permetteva ai pur tanti appassionati di ritagliarsi un proprio spazio vitale nei vari Circoli. Era, invece, la grande intuizione di una mente lungimirante che cambiò l’idea del nuoto, il senno d'un uomo contro la forza del tempo: le migliaia di persone che oggi frequentano in età adulta le piscine devono infatti questa possibilità alla perspicacia ed alla caparbietà di Fofò, e rendono quotidianamente omaggio a chi, a giusta ragione, viene considerato uno dei fondatori del movimento master in Italia assieme a Celio Brunelleschi, Pippo Bensa ed alla romana dell’Aniene Renata Marting. Furono loro ed un gruppo di nuotatori liguri a varare, nel 1975, quello che viene considerato il più antico precedente delle manifestazioni master, il trofeo internazionale della Sportiva Sturla. Delle battaglie combattute per il riconoscimento e l’affermazione del nuoto master Fofò va più fiero delle innumerevoli vittorie conseguite in vasca: da master diviene acclamato Campione d’Italia e recordman nazionale praticamente in ogni edizione degli Italiani ed in ogni categoria per cui passa dagli M50 in avanti; ancor oggi diventa il personaggio del giorno di qualsivoglia manifestazione cui partecipa: i suoi successi sono pressoché scontati, le sue gare una passerella. Tra i tanti, il riscontro più eclatante è forse il 29”90 (primato nazionale) conseguito sui 50 sl a 64 anni (nell'85 aveva concluso in 29"50, primato italiano in corta); per il resto, basta sfogliare l’Albo dei record del C.C.N. e rileggere la storia dei primati individuali italiani per comprendere la dimensione dell’atleta, invitto in patria in 50 e 100 sl (1’10”29 da M50), irriducibile a dorso (37”80 sui 50 M50).

Leader da sempre per l'esempio trasmesso, la passione per le competizioni e l'attaccamento ai colori sociali, per 29 anni non salta una stagione master, un Campionato Regionale (47 ori). Va infine ricordato che, per oltre due decenni, la domenica prima di Natale Fofò ha organizzato con Silvana Squadrilli e l’allora coach dei master Lello De Iasio, nella piscina del Molosiglio, il “Meeting giallorosso”, una sorta di avviamento alle competizioni master dalle quali verranno fuori le nuove generazioni di master della Canottieri

I primi che a Napoli lo seguirono sono poi diventati i divulgatori del fenomeno master anche oltre i confini campani: al Posillipo Nora Liello, alla Canottieri Silvana Squadrilli, Achille De Torres e Salvatore Bavaro, che fonderà la squadra dell’Ariete, ed ancora Lella Cutolo e Riccardo Canessa (6 ori ai Regionali a cavallo degli anni '90), conosciuto anche per le virtù di operoso promotore, speaker ai Campionati Italiani di Napoli ‘89.

Per oltre un decennio il vero collante del gruppo master al C.C.N. è Silvana Squadrilli, infaticabile organizzatrice, sul cui proverbiale entusiasmo si basa l’attività dei master, in vasca e fuori. Persona squisita ed industriosa, dalla superiore sensibilità e dall’innato altruismo, plasma nel tempo il gruppo storico della Canottieri coinvolgendo giovani e veterani, sportivi ed amatori, ex nuotatori ed atleti provenienti da altre discipline. Tra i suoi successi individuali, in 18 stagioni, segnaliamo l’oro nei 50 sl M45 agli Italiani di Roma ’86, dove vince il bronzo nei 50 rana; è poi argento sui 50 sl a  S. Benedetto ’87 ed a Giardini Naxos ’88 (con 47”00); guadagna ancora il bronzo ad Arco di Trento '90 nei 50 sl M45, ed a Terrasini ’92  nei 50 e 100 dorso e nei 50 rana M50. Achille De Torres, avvocato colto ed arguto, partecipava alle gare master da prima dell’istituzione dei Regionali campani, sciorinando un dorso di estrema fluidità (arriva a 41”10 sui 50 a Roma nell’85); negli anni rimarrà un punto di riferimento imprescindibile per gli atleti del Molosiglio, sempre attento ai problemi del nuoto master, disponibile a fornire un inestimabile contributo di sapienza in ogni situazione, a capitanare, dalla barca, le spedizioni che frutteranno i gloriosi successi di squadra nelle competizioni in acque libere nel 2008-2010. Padre putativo dei delfinisti master napoletani è Salvatore Bavaro, immancabile ad ogni importante appuntamento per mostrare la sua tecnica dalla nitida classe: da M40 sui 50 delfino fa 30”94 nell’89; nell'87 agli Italiani di S. Benedetto vince i 100 con 1’14”07 (record nazionale di allora), e riconquista il titolo ad Arco di Trento '90 con 1'15"39 assieme all'argento nei 50 con 31"33; a Terrasini ’92 vince i 200 delfino, ed arriva 2° nei 50 e nei 100; da M45 a Gubbio ’93 conquista di nuovo l’oro nei 100 con 1’18”58 e l’argento nei 50 con 32”75; a Riccione '91 ritira una medaglia d' argento sui 100 delfino e due di bronzo su 50 delfino e 200 misti. In quest'ultima specialità aveva segnato anche 2’59”01 tra gli M35. Ritornerà anni dopo con il C.C.N. per carpire il bronzo nei 100 delfino M55 agli Italiani di Chianciano '07 in 1'23"62; nei 50 segna 33"21. Si racconta che, da giovane, iniziasse gli allenamenti con un riscaldamento di 1.000 metri tutti a delfino !

 

Con due anni di anticipo sulla “prima” dei Regionali campani, Mario Monte aveva stabilito nel giugno ’84, agli Italiani di Genova, quello che resta il più antico dei record del C.C.N. ancora in essere, nuotando 35”90 sui 50 dorso M55: il crono fu record del mondo e rimase primato italiano fin oltre il 1997; nell'85 si appropriò di 3 record: 1'26"61 sui 100 dorso, 3'15"86 sui 200 e 3'15"81 nei 200 misti. Un altro record nazionale, in seguito da lui stesso (e da altri) sorpassato, lo determinò il primo luglio 1990 con 39”66 sui 50 dorso M60 in occasione degli Italiani di Arco di Trento, quando dominò il dorso aggiudicandosi il successo su tutte e tre le relative distanze; in vasca corta fece quindi segnare 40 netti, record italiano M60 dal ’91 al ’98; numerosi gli allori colti in patria e fuori, anche a stile, come agli Italiani di Roma ’86 (32”59 sui 50 M55). Sua è anche la prima medaglia regalata ai colori giallorossi in un Mondiale: l'argento sui 50 dorso a Toronto '86; nella medesima manifestazione colse anche l'argento con la staffetta veloce italiana. Nazionale azzurro in gioventù, vincitore nel '53 della prima gara di nuoto pinnato davanti a D'Altrui, mentore di Schollmeier e Dennerlain, scopritore del pluri campione del mondo di pesca subacquea Massimo Scarpati, Mario Monte era profondamente ammirato dal leggendario Bandi Zolymy (coach della Rari Nantes e della Nazionale di pallanuoto), che una volta giunse a dirgli: "Di nuoto con te non parlo: ne capisci più di me". Per comprendere lo spirito dei primi master ed i miti connessi a quegli anni pionieristici, basti ricordare che il nostro, dopo i brevi allenamenti concessi in vasca ai non agonisti, era solito gettarsi in mare e tirare le barche per fare potenza; d'inverno, col freddo, si recava a nuotare nelle temperate acque del lago d'Averno.

La mentalità, che viene tramandata col conio di “spirito dei master”, era dunque assai diversa dall’attuale: l’aspetto ludico e goliardico prevaleva sull’ansia del cronometro e sull’attesa per la prestazione. A livello di tempi e di record i nuotatori di questa era risentono dei rari appuntamenti stagionali, delle poche gare in essi programmate, dell’enorme differenza nei materiali, nelle metodologie di allenamento, nel tempo dedicato all’attività natatoria. Il calendario era scarno, Regionali ed Italiani si risolvevano con 6/7 gare in tutto. Questo spiega come molti nuotatori di prima grandezza, pur essendo tuttora ricordati quali patres conscripti, non abbiano sempre conseguito le meritate soddisfazioni a livello di record, sicché i riscontri rimasti risultano sottodimensionati rispetto allo spessore tecnico ed umano dei personaggi. Ester Massa, Florence Brohvici, Paolo Tocchetti, Massimo Knight, Roberto Nocera, Achille De Torres ed altri, come Mario Monte, meriterebbero ben più ampio risalto di quello fornito da un freddo archivio di record, dove il loro nome non compare con la giusta frequenza o (per sfortunate circostanze) finisce per scomparire; resta in tutti però la consapevolezza che, per anni, il loro impegno ha dato lustro ai colori giallorossi, sul loro esempio si è modellato il movimento master al C.C.N., che, senza di loro, oggi non esisterebbe.

Alla gloriosa “confraternita dei poeti estinti” si appartiene il fervido contributo di illustri veterani quali Giuseppe Ariemma (3 ori ai Regionali '87-89 da M60), Luigi Mendia, Raffaele Pirozzi, Ferdinando Ranchetti, Andrea Vallone, Maurizio Tortora, Vittorio Velotto e, primus inter pares, Giovanni De Silva. Ranisti d’eccezione sono Ferdinando Ranchetti e Raffaele Pirozzi .Il primo disputa 10 belle stagioni in cui, assieme a 18 successi nei Regionali, è oro M65 agli Italiani di Arco di Trento '90 sui 50 delfino, argento a Riccione '91 su 200 rana e 50 sl; riporta tempi record C.C.N. tra gli M65, 70 e 75. Il secondo, con all'attivo 12 stagioni (24 medaglie ai Regionali), arriva arriva 3° nei 50 rana M35 agli Italiani di Napoli '89, 2° a Riccione '91 nei 100 dorso M40 (1'27"39); sciorina 38”70 sui 50 rana M40 nel ’91 (37”30 in corta), 3’18”80 nei 200 M35, 1’29” sui 100 M40 in corta; lasciato il nuoto, scriverà un libro sulla divina Maria Callas. Al loro fianco Andrea Vallone raggiunge l'argento nei 200 misti agli Italiani di Arco di Trento 1990. Figura di particolare pregio, Luigi Mendia viene ricordato per signorilità e galantomia; ex asso della vela, agli Italiani di Riccione '91, con l'argento nei 200 sl e rana, consegue l’oro  nei 50 sl M70, ripetendosi a Terrasini ’92, dove agguanta l’argento nei 50 e 100 dorso, mentre a Napoli '89 era stato argento nei 50 rana M65; gli sono ancora legati 3 nostri record tra M65 e 70, e 15 ori in 8 partecipazioni ai Regionali. Moderno Ulisse dalle mille imprese, Maurizio Tortora non si nega ad alcuna positiva esperienza, sportiva e dirigenziale, tanto da essere definito "socius vitae": pratica scherma, atletica, pallanuoto, canoa, canottaggio; diventa quindi medico della FIN agli Europei di Vienna del '74 ed ai Mondiali di Cali del '75; stella di bronzo al merito sportivo, benemerito dell'Unione Nazionale Veterani dello Sport e del G.U.G. della FIN, Consigliere al nuoto della Canottieri nell'87, entra infine nel Collegio dei probi viri del Panathlon. Tra i master, dall'88 al 2011, con le giuste pause, conclude 15 stagioni con 26 medaglie (15 d'oro) ai Regionali; gli si ascrivono record sociali negli M55 (800 e 1.500 sl) ed M75.

 

Per intere generazioni, il “Grande vecchio” del nuoto italiano è stato Giovanni De Silva. Classe 1916, insignito nel 1995 della “Stella d’oro” del CONI per meriti sportivi, era stato componente del celeberrimo settebello della Rari Nantes Napoli che dominò l’Italia scrivendo un indelebile capitolo della storia della nostra pallanuoto; mito tra i miti, aveva giocato al fianco di Gildo Arena, Emilio Bulgarelli, Pasquale Buonocore, Mimì Grimaldi, Vittorio Sosti, nomi entrati con lui nell'epica sportiva cittadina e nazionale: furono loro a regalare a Napoli il primo scudetto di uno sport di squadra nel 1939. Di quell'altissima scuola (che vinse altri 4 scudetti e diede all'Italia l'oro olimpico a Londra '48), il nostro era il meno tecnico ma il più veloce, ed aveva perciò il compito di accaparrarsi la palla al centro. Rapidissimo fu anche nella carriera, divenendo, in seguito, il più giovane Prefetto d’Italia. Raramente qualcuno come Giovanni De Silva ha incarnato lo spirito dei master o testimoniato l’amore per l’acqua e la passione per il nuoto interpretati quasi come una disciplina orientale. Fino ad 88 anni nuotava tutto l’anno, a mare ed in piscina, partecipando a tante manifestazioni, anche in acque libere, nelle quali suscitava l’ammirazione dei partecipanti e l’attenzione dei media. Dei 21 record C.C.N., 4 rimangono ancora record italiani (M80), altri 7 sono stati soffiati via dal vento; più volte ha vinto il Circuito Supermaster, i Campionati Italiani ed Europei: al Plavecky Stadion di Praga ai Continentali del ’97 spopolò accaparrandosi 4 ori. Ai Mondiali di Sheffield '96 aveva assommato quattro medaglie su altrettante gare con tre record nazionali di cui due ancora insuperati. Quando nel giugno 2002 disputò l’ultima gara agli Italiani di Chianciano, vincendo i 200 sl, la folla lo seguì in piedi tributandogli una memorabile ovazione, accompagnata dalle parole dello speaker: “Signori, oggi abbiamo avuto l’onore di assistere alla gara di Giovanni De Silva …”. Non era ancora finita: a sorpresa, nel giugno 2003 partecipò (vincendola, ad 87 anni) alla gara di apertura su 800 metri del trofeo “Aspettando la Capri-Napoli”. Il percorso era disegnato proprio nello specchio d’acqua posto tra Canottieri e Rari Nantes, dove mille volte in giovinezza aveva trascinato a mare le porte di pallanuoto per allenarsi con i suoi famosi compagni sopra ricordati, e dove terminava, questa volta davvero, una magnifica vita sportiva dedicata al mare, quel mare di Napoli che sembra nascere proprio da Santa Lucia, di fronte alla sua abitazione.

I suoi record campeggiano con aura di sacralità nell’Albo del C.C.N. dagli M70 agli M85, tutti nello stile libero: in sintesi, la progressione è 37”50, 1’28”34 (M75, 1'20"30 da M70), 3’06”30 (M65), 6’44”21, 15’05”50, 27’59”40 (M70) (M80); vi aggiungiamo i rimarchevoli 52”9 sui 50 dorso e 1'47"20 sui 100 misti M70. In Italia non lo si è mai visto perdere, ai Regionali ha infilato 30 successi di fila.

L’entusiasmo per uno sport coniugato con la tradizione di un’intera famiglia: i fratelli Velotto sono cinque, nuotano tutti e tutti benissimo: i nomi di Pasqualina, Vittorio, Cecilia, Luciano e Fulvio, si alternano e rincorrono nelle classifiche e negli Albi dei record, tramandandosi negli anni il testimone della limpida bellezza di una vita accompagnata dal nuoto: “quasi cursores vitae lampada tradunt”. Fulvio, ex pallanuotista di rango, fa 34”50 sui 50 dorso M35; Vittorio, uno dei fondatori del nostro movimento, paradigma di serietà e rigore etico, aveva registrato 6 record C.C.N. dagli M50 agli M60 nel mozzofondo sl, dei quali si rammenta il 3’02”70 sui 200 sl M60 ed il 6’31”18 sui 400 M55; agli Italiani di Napoli '89 raggiunge il bronzo sui 400 sl M45. Dopo le 10 stagioni giallorosse ha continuato a mietere successi, riverito in ogni dove. Nella medesima edizione partenopea dei Campionati Italiani, Luciano è argento sui 100 dorso (1'21"44) e bronzo sui 200 (3'06"52). “Lilia” impone i diritti della sua classe dagli M45 agli M65: nell’87 agli Italiani di S. Benedetto giunge 2^ sui 50 delfino M45 ma vince i 50 sl ed i 50 dorso in una clamorosa tripletta della Canottieri che vede 2^ Caterina Frascolla, 3^ Silvana Squadrilli; rivince i Nazionali a Giardini Naxos ‘88 nei 200 sl e 50 delfino, a Napoli ‘89 su 50 sl e delfino M50, ad Arco di Trento '90 su 50 delfino ancora M50; dei record C.C.N. colpiscono il 3’19”44 sui 200 sl M50, passato a 3’49”40 nelle M65, ed il 39”70 sui 50 sl M50; ma fa anche 50”80 sui 50 dorso M50. La più giovane Cecilia stabilisce 6 primati C.C.N. dell'epoca, spesso sovrapponendosi alla sorella maggiore, e va a medaglie agli Italiani di Giardini Naxos ’88 su 200 sl e 50 rana M40, nonché ad Arco di Trento '90 su 100 stile e 50 delfino M45 (46"51), per chiudere con la seconda piazza di Pesaro '97 sui 50 delfino; le maggiori soddisfazioni le derivano però dagli argenti negli 800 sl M50 di Terrasini '95 (16'19"16) e Villasimius '96; da notare anche il 7'57"88 sui 400 sl ed il 49” sui 50 delfino M50.  Più ancora che ricordare il suo cospicuo bottino ai Regionali (20 ori), l'aneddotica vuole che trovasse modo di allenarsi finanche nelle acque termali delle "Stufe di Nerone".

Abbiamo in precedenza accennato ai “poeti” del nuoto master, gli iniziatori dell’attività al nostro Circolo. Tra questi un posto di riguardo merita Paolo Tocchetti, per anni punta di diamante della Canottieri: supremo competitore, al suo debutto (Regionali '87 alla Scandone) era arrivato 2°, ma da allora non aveva più perso, inanellando 13 vittorie consecutive. Insuperabile nelle distanze brevi del crawl e del delfino; in quest’ultimo stile si tramandano epiche sfide con altri due alfieri del C.C.N., Massimo Knight e Giuseppe Palmeri: per un lustro i primi 3 posti delle competizioni Regionali a delfino erano appannaggio giallorosso, ma il primo era sempre suo, anche se ghermito magari sul filo dei centesimi, come nell’arrivo al fotofinish dei Regionali ’91: 31”5 contro 31”6 di Knight. Come M25 realizza31"10 sui 50 delfino (1989), 1'15"10 nei 100 misti, 2'48"30 nei 200 ed un eccelso 26" sui 50 sl in vasca corta; da M30 ha anche 27"20 nei 50 sl (Regionali '93 )nonché 30"50 nei 50 delfino. Ha sospeso l’attività, ma conserva gelosamente un cassetto colmo di medaglie, quasi tutte d’oro. Unico rammarico: non aver riprovato i 100 sl in cui aveva segnato 1' netto in corta: poteva essere il primo giallorosso a superare il fatidico limite ? Chissà ....

Degli stessi anni rimangono altri risultati di prestigio che possono ancora sfidare il tempo. Roberto Nocera è un razzo: 27 netti e 27"87 nei 50 sl M30, 1'02"51 sui 100, poi 31"59 sui 50 delfino; agli Italiani di Arco di Trento '90 assaggia il bronzo con la 4 x 50 stile; le cronache di un'epoca che svapora narrano di una volta in cui il giudice arbitro non lo fece partire, squalificandolo, perché non aveva la cuffia ! Ingegnere di vaglia, con la sua bella famiglia vive ora a Trieste, dove si è convertito in maratoneta. Di Mario Del Vecchio: si attestano 27”10 nei 50 sl M25, 37"90 sui 50 rana (Regionali '90). Nell'88 e nell'89 Giuseppe Grieco si aggiudica i 50 dorso M25 con 35"90 e 36"90. I rilievi appaiono ancora più rimarchevoli in quanto nessuno dei nominati aveva praticato in gioventù il nuoto agonistico.

 

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Aveva cominciato a gareggiare nel settore master da M20 (categoria amatoriale, espunta alla fine del 1991) in un torneo a Loreto nelle Marche. Forza evocativa di un nome, Ester Massa è la prima nuotatrice di valore assoluto del C.C.N., l'unica atleta (uomini compresi) che ha detenuto un primato sociale in tutti e quattro gli stili e sui misti. Dotata di galleggiabilità e potenza fuori dal comune, risulta invincibile a delfino (36”40 sui 50 M30) e rana (39”00 sui 50, 3’25”82 sui 200; in corta fa 1’35”40 sui 100 nel ‘94 a Livorno), valorosa a stile (33"08 sui 50 M25) e dorso (41”80 sui 50 M30); nei 200 misti ferma il cronometro a  3'24"99. Per oltre un decennio il suo è il nome di spicco del settore femminile della Canottieri, quello su cui si appuntano le maggiori aspettative ed al quale sono abbinati i più elevati punteggi; con i successi ai Regionali (16 ori in 10 edizioni) arrivano anche le medaglie di bronzo sui 50 rana e delfino agli Italiani di Napoli ’89; l'anno dopo, ai Nazionali di Arco di Trento, trascina ad argento e bronzo le staffette 4 x 50 mista e 4 x 50 stile. Tanto si identifica in lei il nuoto master del C.C.N. che, quando decide di smettere, lascia un percettibile senso di vuoto, quasi fosse impossibile si svolgesse un Campionato Regionale Campano senza il suo nome. Al principio degli anni ’90 si propone come sua alter ego Florence Brohovici, regina del crawl (1’16”61 sui 100, 6’13”43 sui 400 M25 agli Italiani ‘94) con una predilezione per i cimenti a delfino: la californiana sale sul podio nei 200 farfalla agli Italiani, e con la stessa, terribile gara chiude l’attività ai Campionati Nazionali di Riccione 2000 (3’52”77 da M30). E’ la più forte atleta a non comparire nell’Albo dei record del C.C.N., per aver raggiunto significativi traguardi quando era già passata al Posillipo (3’16” sui 200 misti M25, 32”10 sui 50 sl M30).

Sono in lizza praticamente per una sola stagione ma con risultati fantastici tra le M25 due ex agoniste, Maria Rosaria Volpe ed Eugenia Zizolfi, che si spartiscono anche gli anni di gloria, uno ciascuna. Nel ’94 la prima registra uno stupefacente 1’24”10 nei 100 misti, quindi 36”40 sui 50 delfino e 40”80 sui 50 rana; nel ’95 “Gegé” spara 33”30 sui 50 sl e 39”50 sui 50 dorso (a lungo record Canottieri); a Roma fa anche 1’17”60 sui 100 sl. Nella sezione femminile del periodo si segnalano Caterina “Titti” Frascolla, una diva dell'atletica leggera, oro agli Italiani di S. Benedetto ’87 sui 100 dorso M45 (con 2’21”87), bronzo a Giardini Naxos ’88 su 50 e 100 dorso, e Biancarosa Del Gaudio, 2^ nei 50 e 3^ nei 100 e 200 rana M45 agli Italiani di Terrasini ’92; accanto a loro Lina De Cesare, cintura nera di kick boxing, la dorsista Concetta Averaimo e “la Preside”, al secolo Franca Sibilio, oggi apprezzatissima giudice di gara, una vera summa di conoscenze su prassi e regolamenti.

 

La fulgida tradizione natatoria (e pallanuotistica) del Circolo, propiziata dall'inarrivabile Fritz Dennerlein (il più grande personaggio che l'Italia delle piscine abbia avuto nel XX secolo), spinge negli anni alcuni ex campioni assoluti a gettarsi nuovamente in piscina. Agli albori si stagliano le figure di Franco Monaco, “il gran Capitano” della prima formazione giallorossa Campione d’Italia nella pallanuoto (1951), poi primatista italiano con la 4 x 200 sl nel ’54, che è argento a Napoli '89 nei 50 rana M60, e Christian Schollmeier, un’icona del nuoto partenopeo con i suoi 8 titoli assoluti tra dorso e staffetta mista alla fine degli anni ’50; ritornato a nuotare quasi per scherzo, dà il là alla celebrata staffetta mista che stravince i Campionati Italiani master di Genova dell’84: dopo di lui si tuffano Enzo Fusco, Ignazio Crivelli e Fofò Buonocore.

Più di recente Lello Avagnano, Maurizio Castagna, Tommaso Castagna, Giampiero Fossati, Raimondo Ascione, Giorgio Sorrentino e Rosario Cammarota sono solo alcuni dei più conosciuti nominativi fra gli ex nuotatori agonisti a frequentare i certami master, anche se, per diverse ragioni, solamente gli ultimi hanno gareggiato nella nuova fascia d’età con i colori giallorossi. Giampiero Fossati (19 titoli italiani negli anni ‘60) e Maurizio Castagna (4 volte tricolore nel delfino negli anni ’70; da M40 fa 2’30”37 sui 200), personaggi di superiore caratura, hanno ottenuto anche tra i master importanti record nazionali (l’uno su farfalla e misti, l’altro su farfalla e distanza stile), che qui ricordiamo perché i due, pur vivendo distanti da Napoli, rimangono pur sempre figli elettivi del C.C.N., espressione degli ideali storicamente alla base dello sport alla Canottieri.

 

LO SVILUPPO

 

Ogni qualvolta partecipa ad un meeting, predispongono le procedure per un possibile record nazionale: ne ha tenuti 5 Carlo Siena, tra misti, dorso e stile, ed è pronto a riprenderseli. Era stato, in giovinezza, secondo portiere della squadra di pallanuoto della Canottieri campione d’Italia e d’Europa (1978), poi a lungo titolare in serie A con i Carabinieri, sempre quale estremo difensore. “Charly” è stato sovente il numero uno nel nuoto master del C.C.N., sempre al top in Italia nelle classifiche di specialità, nel Circuito Supermaster, nei migliori tempi stagionali. La sua impressionante completezza lo rende l’archetipo del vero nuotatore di razza, competitivo a 360 gradi, pronto a misurarsi in ogni gara su qualsiasi stile e distanza. Nei primi anni ’90 si impone come fondista ritoccando i record italiani dei 400 (4’59”10) e 1.500 sl M35 (19’58”08). Passa quindi a dorso (1’16”20 sui 100 M45) e misti (5’40”68 sui 400 M45) che domina a livello nazionale con sfrontata regolarità mietendo ori a tutti i Campionati Italiani cui partecipa. La caratteristica che stupisce è l’incredibile capacità di migliorarsi con il passare degli anni: da M50 realizza difatti i suoi personali nei 200 misti (2’37”20 nel 2003), dorso (2’37”80 nel 2004), e farfalla (2’49”40 nel 2002), e nei 100 misti (1’11”51). Nel 2007 stabilisce 5 primati italiani M55 su sei gare disputate: sulle tre distanza dei misti (1'11"37, 2'40"35 e 5'50"04), sui 100 dorso (1'14"96), e, dulcis in fundo, il 24 febbraio alla Scandone, stabilisce il record Europeo sui 200 dorso con 2'39"87.

Giocatori determinanti di quella formazione che si appropriò del titolo continentale erano, tanto nomine, Marco Pirone e Guido Criscuolo, che nell'universo natatorio master, come nella vita (sono entrambi notai e rari gentiluomini), fanno sempre una gran figura: Marco Pirone vive a Spoleto, e nuota sui 28½ i 50 sl M50, mentre Guido Criscuolo (5'02"60 sui 400, 2'26"70 sui 200 sl M40) è passato al Posillipo per la pallanuoto master. Su di loro può ripetersi il discorso innanzi illustrato per Fossati e Castagna.

All’inizio degli anni ’90 si contavano in Campania solo 5 società che praticavano metodicamente l’attività di nuoto master: Canottieri, Posillipo, Gabbiano, Vomero e Quattroventi. Nessuna di esse superava ancora i 25/30 tesserati. La crescita era però alle porte, favorita da una passione per il nuoto che esplodeva ovunque ed a qualunque età, dal proliferare nella nostra Regione di nuove piscine e scuole nuoto, dalla spinta proveniente da altre nazioni (nel 1990 si disputa la seconda edizione dei Mondiali, a Rio de Janeiro), dall’acquisita consapevolezza dell’importanza del fenomeno master a livello di Federazione, da una macchina organizzativa in grado di assicurare continuità e certezza agli appuntamenti stagionali.

Dalla metà degli anni ’90 al gruppo storico dei master C.C.N. si aggiungono, tra gli altri, due forti ranisti: Riccardo Apolloni (37”10 nei 50, 3’11”30 nei 200 M25; 1’25” in corta sui 100), 5 ori in 4 Regionali, oggi velista di professione, e l’eminente Rosario Cammarota, (34"20 sui 50, 1'21"91 sui 100, 3'00"51 sui 200 M35, 1’24”2 sui 100 M40), provetto anche nello stile, ex nuotatore agonistico di primissimo piano cui il ruolo di dirigente federale ha donato la soddisfazione di assistere l'amico Max Rosolino nella scalata all'oro olimpico di Sydney 2000. Con loro Antonio Apicella (37"30 sui 50 rana M45) e Salvatore Natullo, 9 medaglie in 5 Regionali, papà di David, l'erede di Rosolino. Arrivano quindi, nella categoria M25, l’egregio dorsista Ferdinando Di Lorenzo (35”50 e 35"90 nei 50, 29"70 sui 50 sl valgono 3 ori ai Regionali), Pierluigi Ioimo (3'32 sui 200 sl M25), un talento dello stile libero, (troppo) presto trasferitosi al Posillipo, il delfinista Giuseppe Palmeri (32"70 sui 50, ma anche 37"90 sui 50 rana) e Filippo De Miranda (3'21"80 sui 200 rana); tra gli M30 i velocissimi Guerino Paolantoni (36"90 sui 50 rana) e Stefano Flavietti (28"80 sui 50 sl, 32"60 a delfino). Tra tutti spicca però Massimo Knight. Nato a Palazzo Donnanna, dalla sua (splendida) abitazione si affaccia, ogni mattina, sulla ghiaia di Posillipo; quando nuota sembra recare con sé un feeling quasi congenito con l’elemento, una predisposizione che si esprime soprattutto nelle gare a mare. Dorso (1’25”90 sui 100 M35) e soprattutto delfino lo vedono infatti ottenere lusinghieri risultati in piscina, dove rimangono epici i suoi duelli con Paolo Tocchetti (ai Regionali ’95 vi fu l’oro ex aequo sui 50 farfalla M30 con 31”70); in acque libere diventa però protagonista assoluto, come se si liberasse delle ristrettezze delle corsie per ritrovare il gusto di un nuoto primigenio, dalle sensazioni profonde, compreso ma non contenuto tra il sole e l’orizzonte, nella strategia delle scie, nel gioco delle rotte e delle correnti, nel dosaggio delle forze. Nel 2002 incamera il Campionato Italiano UISP M35; agli Italiani di Porto Recanati '06 giunge 5° M40 nella 5 km, sfiora il podio a Scanno '08, quando è 4°. Tra i mille successi, ad Amalfi è imbattuto, avendo vinto, dal 2001, 8 volte di seguito nella sua categoria; annoveriamo quindi Formia (2002 e 2003), Vico Equense (2002 e 2003, quando arriva 2° assoluto), Sorrento (al “Meeting delle sirene” 2002, al “Miglio delle scogliere” 2003); da M40 si impone 2 volte a Vindicio, a S.M. Castellabate '08, e completa il 2005 invitto con trionfi magistrali nella Vietri-Cetara e ad Amalfi dove è superbo 3° assoluto; nel 2007 a Castellabate si laurea primo Campione Regionale di mezzofondo, alloro che nel 2010 ripete nel fondo da M45, sempre a Castellabate; in quest'ultima categoria vince a Baia, Bacoli e Posillipo nel 2010 e, nel 2009, affronta la selettiva Traversata del Stretto di Messina. Primo dopo Fofò Buonocore a superare le 20 stagioni con i colori giallorossi, il suo nome non riecheggia per quantità di record, ma semplicemente perché ha saputo conseguire il più difficile dei successi: conquistare la reputazione, che dura, prima della fama, che è labile.

Sul cadere degli anni ’90 una ragazza che aveva appena iniziato a nuotare dopo i successi in canoa (era stata campionessa d'Italia juniores nel K4) si avvicinò alla più brava della piscina chiedendole come potesse fare per iscriversi a delle gare denominate master: ad instradarla fu Stefania Bracale, che di lì a poco sarebbe diventata la più forte nuotatrice master del centro-sud, lei è Serena D’Ambrosio, ormai semplicemente nota al C.C.N. come “Capitano”. Rana (1’45”76 sui 100, 3’49”30 sui 200 M30) e stile (1’18”61 sui 100, 2’53”41 sui 200 M35) la vedono brillare; nei Regionali conta al suo attivo 15 medaglie (6 ori), dal 2001 al 2004 sale sempre sul gradino più alto dei podio, firmando 2 doppiette. In mare è 1^ M25 a Sorrento '02, 2^ ad Amalfi '03; da M30 vince la Traversata di Serapo '08, è 2^ ai Regionali '07, a Palinuro ed a Posillipo 2011; agli Assoluti di Porto Recanati '06 arriva 5^. Allo scoccare delle 12 stagioni in calottina giallorossa, oltre ai risultati, la distingue la maniera di vivere lo sport come gioiosa espressione di vitalità, imprescindibile attributo dell’essere, sprono all’aggregazione ed alla solidarietà; perciò ad ogni occasione che sia degna della profondità delle sue vedute non manca mai: si tratti di maratone, corse, nuoto in vasca o a mare, triathlon, acquathlon, windsurf  lei c’è sempre e gareggia sempre con spirito unico, anche se infortunata, influenzata o senza allenamento. D'altronde, da un vero capitano ti aspetti che abbia nobiltà di intenti, senso del gruppo, charme, capacità comunicative. Serena è tutto questo ed ancora di più: è perfetta.

Con lei nella squadra femminile si fanno notare Anna Barberio, dorsista di elezione (52”30 sui 50, 2’00”70 sui 100 M40), che assomma 12 successi ai Regionali, Gabriella Andolfi (52”99 sui 50 dorso M35, 1’25”9 sui 100 sl), e Sveva Limata, delfinista di apprezzabile completezza, sugli scudi ai Regionali 2000 e 2001 (2 ori e 1 argento). Federica Verde concorre per una sola annata, ma nella rana è un tuono: 43”82, 1’39”50 su 50 e 100 ai Regionali 2000 restano crono a lungo ineguagliati tra le M30; peccato solo si sia fermata lì. Verve invidiabile dimostrano le veterane: Carmen Costagliola è in pista 10 stagioni per 17 medaglie ai Regionali; Elena Capozzi è la prima master donna M70 del C.C.N.; protagonista in vasca e fuori con la sua simpatia, agli Italiani di  Pesaro 2001 consegue l'argento sui 100 sl, il bronzo sui 100 rana M65; meritate soddisfazioni raccoglie sul finire della carriera, quando arrivano le medaglie di bronzo nei 200 dorso agli Assoluti di Riccione '06 ed Ostia 2010, e nei 200 rana a Riccione '09.

 

Va a questo punto rimarcato come le formazioni master impegnate nei Regionali attingano spesso, in diverse stagioni, alla tradizione degli altri sport del Circolo, che offrono un inestimabile, seppur discontinuo, contributo. Il contingente dei canottieri propone l’ineffabile Cesare Lama, “Mr. Everything”, diviso tra arti marziali (è cintura nera di karate), vela, canottaggio (nell'87 è nell'armo che sostiene la Anzio:Napoli in 8 jole), nuoto, triathlon e quant’altro fa sport; dopo la 1^ gara a Roma nell’87 scompare e ricompare spesso con energetica allegria attraverso stagioni e categorie (l'ultimo intervento è, per ora, da M55 ai Regionali 2009); con lui l'erculeo Giacomo Rabbitto, Gegè Vitagliano, Enzo Casizzone, di cui di dirà più avanti. Dalla cosmica dimensione del triathlon planano sulle piscine Giovanni De Simone, del quale si leggerà appresso, ed i fratelli Alessandro e Marcello Fattore. Il primo, Vice Presidente della Federazione Italiana Triathlon, è l’unico giallorosso ad aver disputato (lodevolmente) i Mondiali di Riccione ’04 nella prova in acque libere (tra gli M35): era solo una tappa di avvicinamento per il mitologico Ironman di Francoforte 2005 (3,8 km di nuoto, 180 di bicicletta, 42 di corsa !!!), coraggiosamente concluso nonostante una rovinosa caduta in bici, e ripetuto nel 2009; non per niente viene appellato “The warrior”, per la tempra pugnace, la solidità nel non arrendersi mai. Nel 2002 vince l’oro nei 200 sl, il bronzo nei 50 dorso ai Regionali, ed arriva 2° di categoria alla “Traversata Amalfitana”, l’anno prima era stato argento su 200 misti e 400 sl, sempre M35. Marcello Fattore è stato il miglior giornalista di basket all-time della nostra città; principe del foro penale partenopeo, scrittore, gentleman dalla classe connaturata che traspone in un nuoto senza sbavature.

Dei pallanuotisti più importanti si è parlato sopra. Tra gli altri, un posto di rilievo spetta al fortissimo Enzo Massa, un siluro nel delfino (1’08”40 nei 100 M30; nei 50: 30”20 da M30, 30”60 M35), che da allenatore ha riportato la Rari Nantes in A1 dopo un paio di decadi. Nel 2008 si cimenta tra i flutti della Cetara-Vietri, aggiudicandosi il successo tra gli M40.

Prima che si chiuda l'"età di mezzo", transita il jumbo che ci proietta nella fantascienza: agli Italiani di Pesaro '97 Raimondo Ascione, che già sfoggiava un superlativo 26"30 sui 50 sl M35, abbatte il muro del suono, ovvero, primo master giallorosso, scende sotto il minuto sui 100 sl vincendo l'oro con 57"83

 

IL BOOM
 
            Il nuovo millennio segna il definitivo successo del nuoto master, che vede in breve tempo moltiplicarsi praticanti e manifestazioni; il calendario italiano 2005 prevede ben 71 trofei e 15 Campionati Regionali oltre agli assoluti ed agli Europei. Il carattere universale di questo boom è suggellato dai Campionati Mondiali di Riccione 2004: 8.130 partecipanti in rappresentanza di 68 Nazioni per un totale di 25mila presenza-gara sono numeri che non hanno bisogno di commenti.

A partire dal 2000 sovrintende all’attività master della Canottieri Sergio Contrada, 9 titoli italiani di cui 3 individuali nella rana al principio degli anni ’60, stella d'argento al merito sportivo. A bordo vasca si alternano allenatori di ottima caratura: Iolanda Palmentieri, con nobili trascorsi agonistici nelle gran fondo (ha nel curriculum 3 Capri-Napoli, 2 ventiquattro ore, 8 titoli italiani di fondo), la prima ad introdurre tra i master metodologie di allenamento all’avanguardia per poi passare a Ponticelli con funzioni di plenipotenziario tecnico; Enzo Trapanese, a lungo 2° portiere della squadra di pallanuoto, motivatore come pochi, specializzato nella formazione dei nuotatori di lunghe distanze; addetti alla scuola nuoto adulti sono Salvatore Esposito, un portento del delfino, Amato Prudente, galantuomo dalla sensibilità senza pari, sempre prodigo di consigli sagaci.

Nel 2004 rientra poi al C.C.N., con l’incarico di Direttore Tecnico del settore nuoto, Raffaele Avagnano, 6 titoli italiani nella rana allo scoccare degli anni ’80. Con lui il settore master riceve un nuovo allenatore, Alberto Serino, anch’egli ranista di razza (33”99 sui 50 ai Mondiali di Riccione ‘04), aggiornatissimo su ogni novità tecnica, su tutti i sistemi di allenamento e qualunque novità propone il mondo del nuoto e dello sport a qualsiasi livello.

Si forma il primo gruppone davvero ampio di nuotatori master, che si allenano con assiduità, programmazione, obbiettivi certi ed un minimo di specializzazione nelle diverse discipline.

In questo periodo la sezione femminile è formidabile, ampia e competitiva come mai prima: ai Regionali si impone nel computo delle medaglie, sotto la guida illuminata del Capitano Serena D’Ambrosio e l’esperienza di Luciana Ferraro Morgera. Accanto a loro, nelle corsie femminili ci sono, in ordine alfabetico, Rosaria Baratto (3 Regionali con 2 ori a stile M30), la dorsista Tata Barattolo, Elena Capozzi, Paola Caputo, Claudia Cinquegrana, Cinzia e Maria Grazia Colicchio, Carmen Costagliola, Antonangela De Pascale, Federica Fasano, Sveva Limata, Roberta Murano, nonché le più giovani Tina Anastasio, Ilaria Antinolfi, Viviana Natullo, Vittoria Roncalli, Ricciarda Stocklin.

Tra loro, Federica Fasano compete allo stesso livello dei migliori uomini in 3 stili e su qualsivoglia distanza, spesso partendo da capocorsia negli allenamenti prima dei maschietti. Possiede inoltre l’innata capacità di influenzare l’ambiente apportandovi la luce della propria singolare passione. Una star: ogni volta che va in vasca, sia in allenamento sia in gara, l’atmosfera cambia, e, dovunque, ottiene successi clamorosi: a Napoli, Caserta, Rieti, Termoli, Firenze, Chianciano, Riccione; nel 2008 conquista l'Urbe, quando allo Stadio del Nuoto ottiene  un oro sui 200 sl di caratura nazionale nel prestigioso Meeting Flamiino. Ai Regionali detta legge, e ridisegna i record C.C.N. sullo stile libero dalle M25 alle M35: partita nel 2003 con la qualifica per gli Europei di Millau negli 800 sl, nel 2004 ottiene il passaporto per i Mondiali di Riccione in tutte le prove stile, dai 50 agli 800; in Romagna, fa già segnare personali di valore assoluto (1’11”50, 2’39”77, 5’36”75 tra le M25). Ma, con rinnovato spirito competitivo, tocca i vertici da M30: 1'09"18 sui 100 sl, 2'29"10 sui 200 e, il 14.02.2009 alla Scandone, un memorabile 5'18"67 sui 400. Accanto ad un eccellente 11’30”40 sugli 800 in corta, ha anche 1'34"55 sui 100 dorso, 32”30 sui 50 sl, 38”90 sui 50 delfino. Se non bastasse, arriva 2^ assoluta nella gara in acque libere “Aspettando la Capri-Napoli” nel 2003, quindi vince il primo Campionato Regionale in acque libere a Castellabate '07, fa il bis a Vietri '08, gara che, tra le M30, si aggiudica anche nei 2 anni successivi; ad Amalfi è 1^ tra le donne nel 2011, annata in cui si aggiudica l'oro M35 anche a Palinuro e nella 5 km di Posillipo..

Le edizioni degli Italiani di Rossano 2004 e Trieste 2005 riservano al C.C.N. medaglie favolose: dopo Giorgio Sorrentino, una sicurezza, salgono sul podio Roberta Murano e Luciana Ferraro Morgera, due donne che per passione, dedizione e continuità costituiscono un illuminante modello per tutti.

Il suo esordio è già un programma: i 200 misti dei Regionali di Caserta ’99 (3’47”30, portato poi a 3'31"07) ci indicano l’avvento di una delle nuotatrici più risolute e costanti del panorama campano. Roberta Murano è infatti il sogno di ogni allenatore per applicazione, perseveranza, capacità di sofferenza; agli allenamenti sembra instancabile, è la prima ad arrivare e l’ultima ad uscire. Non poteva che essere lei la prima donna del C.C.N. a cimentarsi nei 400 misti, il 12.05.2007 a Roma da M45: il 7'46"12 assicura della sua attitudine e completezza, come il bel 7'22"44 spuntato in corta in questa gara (oltre all'1’31”31 nei 100 misti); i suoi top parlano di 1’40”50 nei 100 rana e 3’35”90 nei 200, 2’53”31 sui 200 sl, 6’12”97 sui 400 sl, 12'39"80 sugli 800 sl, sempre M45; in gara è una sicurezza, ed ai Regionali si accaparra 21 ori in 12 edizioni. La sfortuna, materializzatasi con la rottura degli occhialini, l’aveva privata del podio ai Campionati Italiani di Chianciano ‘03, dove giungeva 4^ nei 200 sl ad un solo secondo dalla terza. L’appuntamento era solo rimandato: a Rossano agguanta il bronzo nei 100 e 200 rana e nei 200 sl M45 con 2’52”31; monumentale l'argento di Trieste sui 1.500 sl con 24'02"60, cui seguiranno 13 piazzamenti in finale. Nella medesima edizione degli Italiani '05, sale sul podio tre volte tra le M60 Luciana Ferraro Morgera, traguardo meritato per determinazione e volontà; l'anno prima a Rossano aveva già preso una medaglia nazionale sui 200 sl. Da allora è una lunga scia di splendidi podi tricolori: come M60 è argento negli 800 sl a Riccione '06, bronzo su 1.500 e 200 rana, ancora 2 volte argento a Palermo '08 su 800 e 1.500; da M65 a Riccione '09 è bronzo su 4 e 800 stile, gare in cui è argento ad Ostia 2010, dove carpisce anche il bronzo nei 200 rana; l'anno dopo, ancora ad Ostia, arriva 2^ nei 400 sl e 3^ negli 800. Anche lei col tempo ottimizza sforzi e risorse, ottenendo crono superiori nella categoria M60 rispetto alla M55: ragguardevoli sono, tra gli altri, 2’09”78 sui 100 rana ottenuto di passaggio per il 4’30”75 sui 200 a Trieste; poi, a stile, 4’01”18 sui 200, 8’19”06 sui 400, 16'49"68 sugli 800, 32'03 sui 1.500. Il suo nome è stato trascritto nell'Albo sociale dei record per 23 volte.

“Non sempre il tempo la beltà cancella“ si può ripetere osservando il classico nuoto di Paola Caputo, che nella sua categoria (M50) ipoteca il successo a dorso e stile virtualmente ad ogni tuffo, come dimostrato ai Regionali ‘05 e '06; a stile riporta 1’38”65 nei 100, 3’33”16 nei 200, 16’38”20 negli 800, 30'06 nei 1.500 ad Anzio; nel dorso 50”16 nei 50, 1'56"75 nei 100, per concludere con1’50”27 nei 100 misti.

Antonangela De Pascale inizia con la rana e con distanze da brivido: 200 e 100 rana (1’50”40 da M25), 400 sl, poi si specializza nella velocità pura. Sull’acqua sembra planare con leggerezza ed armonia, i 50 diventano il suo habitat naturale e non sbaglia una gara: nello stile arriva a 34”28 da M30, 34”50 da M35; nel delfino a 39”31 da M30, 40”39 da M35; nella rana a 44”57 da M35; ai Regionali '04 e '05 firma 2 magnifiche doppiette per 4 ori luccicanti, che si iscrivono tra le 10 medaglie (6 ori) prese in 6 Regionali.

Le sue mani quotidianamente impreziosiscono i più nobili metalli, ed in ogni allenamento aggiungono qualcosa in più al suo nuoto: un’altra gemma della squadra è Cinzia Colicchio, la ragazza che ha mostrato i più ampi miglioramenti dall’inizio dell’attività. Tenace, adora le lunghe distanze, dove risaltano la sua incrollabile abnegazione ed una continuità di passo che la vedrebbero eccellere nel super-fondo in acque libere. I tempi: 1’21”93 sui 100 sl M35, 3’00”00 sui 200 M35, 6’22”50 sui 400 M30, 12’45”37 sugli 800 M30; sui 100 misti fa 1’44”63. Seconda M30 nella gara “Aspettando la Capri-Napoli” del 2003, vince ad Amalfi 2005 nelle M35; conta 5 ori e 7 argenti in 9 Regionali, rivelandosi il “best kept secret” della formazione della Canottieri. Tale è il suo feeling con l'elemento acquatico, che, dopo aver partorito, torna ai Regionali '08 ancora in puerperio; poco dopo nei 1.500 M40 segna 25'35"90.

 

Anche il gruppo maschile, sotto una rinnovata direzione, si ampia a dismisura, ed esige una trattazione per specialità.

Lo stile libero annovera velocisti di razza. Negli M25/30 scontri ravvicinati tra corazzate con Marco Ricchi, Alberto Cioffi e Dario Picardi. Marco Ricchi è un vero “Top gun” della velocità, fenomenale nella estensione 100/400, dove raggiunge vette di eccellenza in ogni gara con impressionante continuità: 1’02”40 sui 100, 2’18”47 sui 200, 5’06”11 sui 400 i suoi personali (M30); ai Regionali miete 4 ori e 2 argenti producendo punteggi superiori agli 800. Rivale di corsia è Dario Picardi, che, grazie ad una bracciata poderosa, sullo sprint puro può competere con chiunque, come dice il 27”20 sui 50 sl (M25) registrato ai Regionali ’02, in cui ottiene anche 1’05” sui 100. Nel 2002 Alberto Cioffi fa segnare 27”30 e 28”00 sui 50 sl, cui aggiunge, sempre da M30, interessanti riscontri che ne configurano la dimensione di atleta dalla invidiabile duttilità: 11’12”70 sugli 800, 33”67 sui 50 dorso; nel 2004 (in forza alla Quattroventi) arriverà 5° assoluto (1° M30) in Italia nella classifica UISP delle competizioni a mare dopo aver ritoccato in vasca i personali su 800 e 100 sl (1’03”). Meritano l’inserzione tra i “flyers” Stefano Castaldo, più volte sotto i 29” sui 50 sl M30 (tocca i 28”40), Enrico Gentile (28”84 sui 50 sl, 34”06 a delfino tra gli M30), strapotente ex giocatore di football Americano di serie A, e, salendo un pò di età, Massimo Peluso, elegante nuotatore e raffinato Avvocato, e Fabrizio Scala, "Il pittore", dal gesto plastico come le sue composizioni; grande carattere possiede Teodoro Di Nola, che si piazza in classifica ai Mondiali di Riccione ’04 con un fiero 1’15”24 sui 100 sl M50. Un principe della velocità è Aldo Forquet, tra gli ultimi a resistere al richiamo delle sofisticate tutine da gara, tra i pochi a rendere altrettanto bene quando verranno dismesse. Simpaticamente chiamato "Schoeman", per via della potente bracciata, compie il salto di qualità quando, spronato dai compagni, finalizza gli allenamenti dirigendo ogni energia sul crawl come centro di gravità; la sua precisa programmazione non è intaccata neanche da una frattura al polso patita nel 2009, e, ripetendo con ostinazione le distanze preferite, arriva ad una gestione computeristica di ogni dettaglio di gara: 28"20 sui 50, 1'03"49 sui 100 M40, 2'23"14 sui 200 M45 (2'19"70 in corta); ormai padrone dello stile libero, impressiona anche a mare. 2° M40 a Gaeta '08, da M45 è 1° a Posillipo 2011, a Vietri 2010 e 2011, 2° ad Amalfi negli stessi anni.

Accanto a Carlo Siena e Fofò Buonocore, la punta di diamante della squadra della Canottieri di inizio millennio per riscontri cronometrici e medaglie prestigiose è Giorgio Sorrentino. Da giovane agonista aveva debuttato in serie A di pallanuoto a 14 anni, ed era stato allievo di Bubi Dennerlein, la cui precipua maniera di motivare ricorderà durante la premiazione al Molosiglio per il magnifico argento conquistato nei 50 sl M55 agli Italiani di Rossano ’04: “Bubi mi avrebbe detto di essere andato male: solo secondo …”. L’anno prima aveva vinto il bronzo a Chianciano ’03 sempre nei 50 sl M55. Notevoli i suoi 29”62 e 1’08”29 su 50 e 100 sl M55. Pediatra, saggista, giurato di premi letterari, velista, sarà lui a condurre nuovamente sul podio, due volte, l'ammiraglia tra le staffette Canottieri (la M240) a Riccione '06.

Era stato il grande Fofò Buonocore a volergli portare in spogliatoio la medaglia d'oro vinta sui 200 rana al debutto nei Regionali del '98, quasi quel grande ne presagisse già la lunga milizia (12 stagioni per ora) e le doti: passione, assiduità e costanza contraddistinguono Ernesto Ardia, che può andare orgoglioso di essere un vero collante della squadra, pronto ad ogni impegno ed a variare piacevolmente gli stili, corredandosi di tante esperienze positive: ottiene 1'06"64 sui 100 sl in corta, 1’28”71 sui 100 rana, suo antico amore, 1'29"63 sui 100 dorso M40, mentre nell'Albo dei record sociali '05 campeggiava un bel 2’32”59 nei 200 sl M35; in questa categoria è 2° nella “Traversata amalfitana” ‘03, poi si specializza nelle 5 km, in cui guadagna due piazze d'onore M40 a Posillipo e Castellabate 2010. Altro animatore del gruppo è Enzo Casizzone, Campione italiano di categoria nel canottaggio a 14 anni nell’”otto con”; mezzofondista di impostazione (2'30"40 sui 200 M40, 2'25"33 in corta), "CasizzTheOne" non trascura delfino e soprattutto rana, in cui vanta un bel 1'24"72 nei 100 M40 conseguito a Roma nel 2008; a mare nel 2005 è 3° M40 nella Vietri-Cetara e ad Amalfi. Potente e pugnace, Antonio Actis risente della discontinuità connessa all'attività di avvocato presente su piazze internazionali; se riconnette il circuito della tensione, ricominciano le sfide di ardimentoso guascone sui preferiti 200 sl (2'31"77, 2'27"89 in corta da M40). Sempre nel mezzofondo si distinguono Alberto Garofalo, dallo stile pregiato, titolare di un 2’30” sui 200 M30 (e 1’07”72 sui 100), Nello De Cesare, dalla fluida impostazione, Giovanni Esposito Alaia, "Il colonnello", ex ginnasta, che non rinuncia mai a recarsi agli allenamenti con la sua bicicletta.

Settore fondo. Nel 2005 debutta tra i master C.C.N. Nicola Agosti, fisioterapista di fama internazionale, drago delle gran fondo: ha nuotato in tutto il mondo, dall’Argentina all’Australia al Nord America, vincendo, tra l’altro, nel 2004, la maratona a tappe della Baia di Wellington in Nuova Zelanda (totale 77 km !). "Nick the quick" scrive subito 2’16”56 sui 200 sl M30; poi aggiunge 4'50"66 sui 400, 59"27 sui 100 in vasca da 25, e si appresta a terrorizzare gli avversari della sua categoria ad ogni uscita. Un blitz nei master lo aveva effettuo anche Rosario Castellano, fondista che ha partecipato a 7 edizioni della Capri-Napoli, ora coach di prima grandezza, il quale, fuori condizione, aveva riportato 11’11”60 sugli 800 sl M35 ai Regionali ’03.

Quello della rana diventa quasi un club. Fondatore benemerito ne è Leonardo Maglietta, celebre per essere difficilmente avvicinabile nelle competizioni rana delle sue categorie (37”60 sui 50 M45, 3’28”10 sui 200) nonché per l’attività di medico sportivo che dispiega con doti non comuni di competenza e disponibilità; è stato anche il primo Presidente della Lega nuoto campana; agli Italiani di Riccione '06 mette al collo 2 bronzi con le staffette M240. Tra gli affiliati storici il saggio Vittorio Grillo, 11 medaglie ai Regionali, 1'32"53 sui 100 M50, qualificatosi per i Mondiali ’04 anche nei 50 sl M45, e Giuseppe De Rosa (1’30”78 nei 100 M45), detto, ovviamente, “Kosuke”, per la nuotata "wave" che lo assimila al campione nipponico. Nell'aristocrazia di questo cenacolo emergono due soci fondatori, che della rana fanno una vera religione. Pietro Daniele (37”89 sui 50, 1’24”43 nei 100 M40 a Riccione ‘04), che in giovinezza era stato rugbista e canottiere di razza, è dapprima additato come “Clint Eastwood” dai suoi antagonisti; quindi, acclamato Pietro il Grande, viene unanimemente riconosciuto come "Lo Zar" del nuoto master, estendendosi il suo dominio su tutti i territori della rana. 35"59 sui 50, 1'20"99 sui 100 e 3'02"46 sui 200 M45 (2'57"72 in corta) sono i suoi folgoranti picchi; agli Italiani arriverà tre volte quarto, due a Palermo '08, una ad Ostia 2010 ad appena 6 centesimi dal podio dei 200 rana M50. Massimo Lombardi ha cuore d’oro ed animo nobile, sì che da tutti è riguardato come "Il maestro"; i crono parlano di 41"76 sui 50, 1'34"58 sui 100, 3'35"66 (3'27"32 in corta) sui 200 M55 e non traducono con quale stoico atteggiamento sempre volle, fortissimamente volle, scendere in acqua nonostante i ricorrenti infortuni. I loro figli Bruno, Lorenzo e Davide, sono le più fondate speranze del nuoto partenopeo; nella rana ovviamente !

L’estrazione stilistica ci induce al “Braveheart” del gruppo maschile, Giovanni De Simone. Presidente del clan dei ranisti, eccelle nello stile con puntate maiuscole nei misti; fibra da gladiatore, non ha rivali quando si richiedono fatica e sacrificio. Ai Mondiali di Riccione ‘04, dopo una sequenza di straordinarie performance, è stato proclamato “King of swimmers” del C.C.N.: 5’03”92 sui 400 sl, 10’37”65 sugli 800 sl, 3’01”01 sui 200 rana, poi 6’06”80 nei 4 misti, 1’23”69 nei 100 rana. Agli Italiani di  Trieste '05 mette 6 record C.C.N. M45 in tre gare, tra cui un imponente 20'52'00 sui 1.500 sl. Nelle tenzoni a mare il nostro è sensazionale, unico ultraquarantenne a raggiungere il primato assoluto di una manifestazione (a parte il romano Stefano Seguiti): tra i successi più importanti si ricordano i sontuosi primi posti conseguiti nel 2002 a Sorrento e Vico Equense davanti a gente del calibro di Buonanno, Tarallo, Cerqua, Vinci, Scarpati, ed a Policoro il 17 agosto 2002; due mesi prima era giunto 3° assoluto nella Cetara-Vietri, cimento di cui detiene tuttora il record di percorrenza tra i master (36'01 sui 3,1 km). Nel 2004 è 1° M40 nella dura 5 km di Crotone. Ai Campionati Italiani FIN di fondo 2005 di Porto Recanati conquista una gloriosa medaglia di bronzo M45 sulla 5 km in 1.09'90"6. Partigiano della matematica, riesce a pianificare con minuziosa esattezza ogni gara sua e degli altri; animo generoso, il gran Giovanni non ha mai fatto mancare ai compagni il suo apporto per i Regionali e, quando ha sentito forte il richiamo della vittoria di squadra ai Regionali in acque libere del 2008, è venuto a Vietri appena tre mesi dopo l'operazione al tendine d'Achille. Gli basteranno 10 giorni di allenamento per tornare in finale (7°) sui 200 rana agli Italiani di Ostia '2010.

Suo epigono è Maurizio Avallone, un concentrato di vigore e potenza: i due condividono l’estrazione pallanuotistica, la durezza della tempra, la idiosincrasia per il compromesso che li rende insensibili allo sforzo, e l’approssimazione dello stile, sacrificato all’applicazione, senza remore, di ogni goccia di energia. Quando partono assieme paralleli per l’inizio del blocco centrale dell’allenamento oscillano i sismografi e c’è davvero il rischio che non si fermino alla prima virata ma spostino il muro ed escano nel mare sottostante. Dopo aver debuttato in serie A di pallanuoto con la Rari Nantes a 16 anni in agro di Camogli, il nostro “Rocket man” aveva poi avvertito più forte il giuramento di Ippocrate: medico onnisciente, la sua etica lavorativa è luminosa, tale da poter essere forse raggiunta, non superata; da ciò la capacità di affrontare (nel quotidiano, nella professione e nello sport) il sacrificio e saperne trarre costrutto, perché "La vita può far male ma non deve far paura", come suole ripetere citando il giornalista Cesare Fiumi. "Spirto guerrier", è in ogni ambito il riconosciuto combattente delle battaglie più difficili, che, purtroppo, non sono quelle che si tengono in acqua. Alcuni suoi riscontri (nella classe M40): 28”66 sui 50 sl, 1’03”87 sui 100, 2’23”74 sui 200, poi 38”30 sui 50 dorso, 32"46 sui 50 delfino, 1'14"19 sui 100 delfino, 2’53”63 sui 200 misti; da M45: 5'07"01 sui 400 sl, 3'11"88 sui 200 delfino, 1'23"84 sui 100 dorso.

Sulla scia dei suoi maestri, a debita distanza, Gian Nicola De Simone porta nel suo nuoto l’entusiasmo e la passione del neofita. Fondamentalmente ranista, registra 35"54 sui 50 M40, 1’22”37 sui 100, 3’04”10 sui 200 M45 (2'59"83 in corta); rintraccia il pathos dell'attività nella varietà ed alternanza delle forme stilistiche, e predilige perciò nuotare i misti (2’47”89 sui 200, 1'15"58 sui 100 M45), ed in specie i 400 che considera “the race”, in cui ottiene, dopo il 6’06”51 ai Mondiali di Riccione ‘04, 6'01"52 da M45 (5'59"07 in corta); non tralascia interessanti escursioni nel dorso (2’54”87 sui 200, 1'24"52 sui 100 M45) o in altri stili (sui 200 sl 2'28"10, 2'24"31 in corta; 21'44"60 sui 1.500, 3'12"40 sui 200 farfalla M45). Gare a mare: tra gli M40 è 1° ad Amalfi nel 2003, 2° nel 2004, quando vince nelle 2 gare di Sorrento; 2° a Vindicio e Sorrento '05, 3° a Castellabate '07; tra gli M45 è 2° a Vietri '08, 3° ad Amalfi 2010. La fede negli ideali storici della Canottieri, nel valore dello sport e dell'amicizia lo spingono ad organizzare in modo sistematico il settore master propugnandone funzione e rilevanza.

Dorsista puro è Massimo Di Porzio, titolare dello storico ristorante “Umberto” nel centro della città; che arriva a 1’26”40 sui 100 e 3’02”67 sui 200 M30. Picchi elevati segnala Sergio Trombaccia, capace di un prepotente 35”88 nei 50 dorso M40 (e 37”43 a rana),

Eclettico come pochi, Gaetano Mastropasqua gareggia con stile in ogni disciplina conseguendo lusinghieri risultati, tra cui 29”95 sui 50 sl, 37”10 a dorso, 1'28"15 sui 100 delfino M45, 1'31"20 sui 100 dorso M50. Costretto ad allenarsi spesso da solo, osserva un approccio quasi mistico con l’elemento: lo si scopre spesso intento in lunghe nuotate atipiche o lente che gli servono a comprendere la sensibilità del corpo in acqua. Anche Marco Gallinoro di destreggia bene in molti stili, ma, nella tenzone agonistica, si concentra su una rana pulita ed efficace. Nel delfino, assieme a Massimo Knight e Marcello Fattore, si distinguono Francesco Vitobello jr., valido mistista (3’09”30 sui 200 M25) e Riccardo Improta, limitato da un infortunio alla spalla e dalle regate veliche.

Lo si incontra più facilmente in meeting a Milano, Genova o Viareggio che in Campania: si tratta del veterano “globtrotter” Gerardo Barone, tutt’oggi onnipresente nel circuito supermaster, sempre a suo agio a rana o dorso, che recupera 2 record C.C.N. negli M65/70.

            Nell’inverno 2005 Mariano Ferraro, spirito eletto, votato alle idee importanti, si fa promotore di un'attesa svolta e risolve un annoso problema iscrivendo la Canottieri anche alla UISP. Il 19 febbraio, allo Stadio del nuoto di Caserta, i ragazzi del C.C.N. possono finalmente concorrere ad un trofeo UISP sotto i colori giallorossi. Se l'iniziativa non durerà tanto, continuerà ad accompagnare i nostri master lo sguardo sereno sulle cose, l'ottimismo etico di Mariano, che negli anni '50 e '60 era stato il leader dei "Grisbi", rinomata jazz band dell'epoca.

 

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Nella seconda metà degli anni '90 un fondamentale evento determina, con il benefico espandersi dell'attività sociale, il miglioramento di tutto il settore nuoto del C.C.N. ed il potenziamento della squadra master: alla Canottieri è affidata la gestione della piscina comunale di Ponticelli. In principio il Circolo vi pone un’altra sua gloria, Riccardo Siniscalco, 10 titoli italiani assoluti a stile negli anni ’60, poi allenatore di Max Rosolino. Nel ruolo di Direttore tecnico del settore nuoto al C.C.N. gli succedono, come detto, Sergio Contrada e, adesso, Lello Avagnano, Allenatori dei master erano due ex nuotatori, Consuelo Avallone e Teddy Riccardi, mentre l’incarico è adesso devoluto ad Enzo Palmentieri, coadiuvato dalla sapienza di Umberto Savarese. Si forma un gruppo entusiastico, gagliardo, connotato da irriducibile determinazione e forte cameratismo, che gira l'Italia a caccia di sano divertimento; nel programma delle missioni si inseriscono un pò tutte le gare, anche a turnazione, quasi che il bello del circuito master risieda proprio nella sua espressione varia, imprevista, cangiante, da assaporare in distinte dislocazioni spaziali. Un parallelo dell'esistenza, insomma.

Il mattatore è Paolo Ranieri, "Legolas" per la somiglianza con l'eroe di Tolkien; la sua sagoma imponente caratterizza ormai i Regionali (dove ha già 18 medaglie) e ci conduce al dorso, nel quale impazza: raggiunge 36’98, 1’19”26 (1'12"75 in corta), e soprattutto 2’47”91 (2'37"97 in corta) sui 200, personale che lo proietta al 5° posto agli Italiani di Ostia 2010. Né si ferma, anzi si dedica proficuamente ad espandere la sua nuotata: nei misti segna 1’12”93 sui 100, 2'46"83 sui 200 e 6’03”91 sui 400; nel delfino 32”55 sui 50, 1’14”27 sui 100, a stile 2'24"21 sui 200 (in corta); tutti i crono rientrano tra gli M30, categoria in cui si appropria del maggior numero di record sociali, come per un pò aveva fatto tra gli M25.

Impegno massiccio ed assidua partecipazione profondono il commendevole Alessandro Borrelli, il valente ranista Catello Formisano (3’16”65 nei 200 rana, 1’32”95 sui 100 M30) e Pasquale Foggia (8° nei 100 delfino M50 agli Italiani di Palermo '08), pater familias di una stirpe di ardenti clorofili: partecipano alle gare master anche la moglie Angela Codano (4 medaglie in 4 Regionali) ed i simpaticissimi figli Fabio e Alessandro (ancora "under"), mentre la figlia Manuela è delfinista da finali agli assoluti. Sono loro, con Paolone Ranieri, i capisaldi di una formazione che si coagula attorno al capitano Giacomo Iacomino, detto "Crujff", per 10 anni brioso catalizzatore della vitalità e delle speranze del gruppo; lui è un vero Stakanov, instancabile in allenamento o in gara, inesauribile nel dar prova di iniziativa: dorso (1’28”24 sui 100, 3’04"48 sui 2) e misti (3’02”95 sui 200 in corta, 6'31"17 sui 400) sono le sue preferenze, cui affianca i 200 farfalla (3'09"11 sempre da M35). Il leader tecnico, come accennato, è Umberto Savarese (1’20”10 sui 100 misti M40, 38”22 sui 50 dorso, 33”60 sui 50 delfino M35), preziosa coscienza del gruppo al cui continuo progredire è rivolta la sua accurata supervisione.

Citazione di merito anche per "Il corazziere" Romolo Madonna e Luigi Cordova (1’37”3 sui 100, 3’40”20 sui 200 dorso M35), che facevano parte del nucleo primigenio, appellato "Consiglio dei nove", nonché per il possente Bernardo Marino, che tocca in 36”03 nei 50 rana M30, e "Mr. Incredible" Giuseppe Miranda, stilelilberista di rara potenza (1’06”30 sui 100 M30). Trovano spazio nei primo Albo dei record C.C.N. Giovanni Adamo con 3’34”10 nei 200 delfino M25, e Pasquale Festa con 1’32”80 nei 100 rana M30. Accanto a loro Raffaele Dubbioso (1’40”70 sui 100 rana, 3’39”00 sui 200 M25), Ivan Soria e Raffaele Cirella. Un'altra preziosa dynasty la convoglia alle competizioni Eugenio Memola (1’45”90 sui 100 dorso, 37” e 1’35”60 su 50 e 100 sl M55): le figlie Sara e Valentina, come il papà Avvocati e competenti dorsiste, nel 2001-2 si dividono, nella specialità, ì record C.C.N. M25 su 100 e 200 con 1’42”60 e 3’39”16 rispettivamente; la più grande, Sara, aggiunge 43"10 sui 50, mentre Valentina si adopera anche nello stile, segnando 35”36 sui 50, 1’23”36 sui 100. Tra le altre ragazze spiccano Irma Battimo (57” sui 50 dorso M45), Marianeve Riemma,.Giovanna Scognamiglio. Last but not least, i veteranissimi Giovanni Iorio (2’07”10 nei 100 rana M55), Vincenzo Ottaiano e, ricordato con affetto, Mario Avallone (32”60 sui 50 sl, 42”24 nei 50 delfino M55), che ai Regionali del 2001 ha la gioia di gareggiare assieme alla figlia Consuelo Avallone (36”56 sui 50 sl, 43”76 sui 50 dorso M25), sopra menzionata.

Del periodo della “merger” con la S.C. Quattroventi propugnata dal Prof. Contrada ad inizio millennio (2002 e 2003) restano ancora tracce significative: in primis, l'amicizia e le prestazioni di Alberto Cioffi, di cui si è detto sopra, e del signorile Bruno Scarano (13’59”20 sugli 800 M45), con i quali è sempre lieto incontrarsi sul campo gara; importante il contributo dei velocisti Giovanni Cinque (37”4 sui 50 dorso, 33”5 a delfino M25) e Manuel De Goyzueta (29”83 sui 50 sl M35), dell'esperto Pasquale De Stefano (3’24”55 sui 200 sl M65), passando per Maria Barone (1’27”00 sui 100 sl M25) e Rosaria Serino (46"60 sui 50 dorso M30). Riccardo Scalici (13’30”20 sugli 800 M25) e Levialdi Cho (1’48”23 sui 100 dorso M30) e Fabio Bottiglieri (1'35"10 sui 100 sl M25) erano anche riusciti ad inserire il loro nome nel primo Albo dei record Canottieri. Lo stesso Sergio Contrada sale sui blocchi per ribadire la sua classe: 43”81 sui 50 e 1’45”20 sui 100 rana M60. Per un triennio la Canottieri, forte di un contingente più nutrito del solito, insidia il consolidato primato de “Il Gabbiano” nei Regionali: era una maniera per affrontare lo strapotere numerico di un club che, ad es., convogliò ai Regionali ’96 ben 112 atleti contro i nostri 23.

VENT'ANNI DOPO

 

Il 18 novembre 2005, nel prestigioso Salone delle Coppe al Molosiglio, si tiene un ricevimento per festeggiare i vent'anni del nuoto master al Circolo Canottieri Napoli; oltre duecento i presenti per un evento che riceve l'attenzione di testate giornalistiche di prestigio come La Gazzetta dello Sport, Il Mattino, Roma, Corriere del Mezzogiorno, Cronache di Napoli, Napolipiù, tutte pronte a pubblicarne presentazione e resoconto. Nel corso della cerimonia, presieduta dal Vice Presidente Pietro Sanguineti (poi Presidente del Panathlon), vengono consegnate otto targhe agli atleti più rappresentativi e medaglie commemorative.

Dall'estate successiva verrà istituzionalizzata come appuntamento fisso della vita sociale del C.C.N. la cena ufficiale del nuoto master, che si terrà ogni anno, per consuetudine, a metà luglio sul terrazzo della casa che affaccia sul golfo con la partecipazione del Presidente, della Dirigenza e degli ottimati del sodalizio giallorosso. Si consolida la tradizione di distribuire le Coppe conquistate dalla formazione della Canottieri durante la stagione ai nuotatori maggiormente apprezzati, e di attribuire riconoscimenti (targhe, pergamene, medaglie) per meriti speciali ed occasioni particolari, come il decennio di attività, la vittoria d squadra in Manifestazioni di rilievo, il podio agli Italiani.

 

Allo scoccare della stagione 2005, sono dunque trascorsi vent'anni dal primo Campionato Regionale di nuoto master della Campania, un arco di tempo durante il quale è sorto, si è sviluppato, è esploso il fenomeno del nuoto master nella nostra Regione come in Italia, grazie anche all'appassionato contributo degli sportivi del Circolo Canottieri Napoli. Gli eventi, i record, gli atleti e, soprattutto, il loro spirito inimitabile esigevano ne fosse fissato il ricordo, seppure in una trattazione forzatamente breve ed incompleta come la presente.

Fine della prima parte

[NB: questa sezione della STORIA è aggiornata, per le statistiche ed i risultati ivi citati, alla stagione 2011]