GLORIA IN EXCELSIS

 

        Il 23 ottobre 2007 ha cessato di battere il cuore ardimentoso di Giovanni De Silva. Classe 1916, era considerato l'ultimo dei "luciani", l'ultimo componente del favoloso "settebello" della Rari Nantes che dominò l'Italia, riscrivendo la storia della nostra pallanuoto; mito tra i miti, aveva giocato affianco a Gildo Arena (il fuoriclasse), Pasquale Buonocore (il portiere, detto da Carosio "il Zamora della pallanuoto"), Emilio Bulgarelli (il mastino), Mimì Grimaldi (il capitano coraggioso), Vittorio Sosti (il leone di Mergellina), nomi che, assieme a Giovanni De Silva, sono entrati nella leggenda sportiva napoletana e nazionale. Furono loro a regalare a Napoli il primo scudetto di uno sport di squadra, nel 1939. Ne seguirono altri quattro, nel '41, ' 42, '49 e '50, cui si aggiungono l'alloro continentale nel '47 a Montecarlo e l'oro trionfale alle Olimpiadi di Londra '48. Nel mezzo il conflitto mondiale, durante il quale Giovanni De Silva fu ufficiale di marina, decorato con due croci al valore. Di quell'altissima scuola, magistralmente forgiata dal magiaro Bandi Zolyomy, il nostro era il meno tecnico ma il più veloce, ed aveva perciò il compito di accaparrarsi la palla al centro. 

        Rapidissimo fu anche nella carriera, divenendo, dopo le lauree in giurisprudenza e scienze politiche, il più giovane Prefetto d’Italia. Insignito della “Stella d’oro” del CONI per meriti sportivi, è stato poi, per intere generazioni, il “Grande vecchio” del nuoto master italiano. Con la Canottieri Napoli, dal 1984, ha vinto tutto con regolare cadenza. Dei suoi 21 record sociali, 4 rimangono ancora record italiani (M80), altri 7 sono stati soffiati via dal vento; più volte ha vinto il circuito Supermaster, i Campionati Italiani ed Europei: al Plavecky Stadion di Praga, ai Continentali del ’97, spopolò accaparrandosi 4 ori. Ai Mondiali di Sheffield '96 aveva assommato quattro medaglie su altrettante gare con tre record nazionali di cui due ancora insuperati. Quando nel giugno 2002 disputò l’ultima gara agli Italiani di Chianciano, vincendo i 200 sl, la folla lo seguì in piedi tributandogli una memorabile ovazione, accompagnata dalle parole dello speaker: “Signori, oggi abbiamo avuto l’onore di assistere ad una gara di Giovanni De Silva …”. Non era ancora finita: a sorpresa, nel giugno 2003 partecipò (vincendola, ad 87 anni) alla gara di apertura su 800 metri della manifestazione “Aspettando la Capri-Napoli”. Il circuito era disegnato proprio nello specchio d’acqua posto tra Canottieri e Rari Nantes, dove mille volte in gioventù aveva trascinato a mare le porte di pallanuoto per allenarsi con i suoi famosi compagni, e dove terminava, questa volta davvero, una magnifica vita sportiva dedicata al mare, quel mare di Napoli che sembra nascere proprio da Santa Lucia, di fronte alla sua abitazione.

        I suoi record campeggiano con aura di sacralità nell’Albo del C.C.N. dagli M70 agli M85, tutti nello stile libero: in sintesi, la progressione è 37”50, 1’28”34 (M75, 1'20"30 da M70), 3’06”30 (M65), 6’44”21, 15’05”50, 27’59”40 (M70) (M80); vi aggiungiamo i rimarchevoli 52”9 sui 50 dorso e 1'47"20 sui 100 misti M70.

        Ma più ancora delle cifre, pur così altisonanti, rimane l'esempio luminoso lasciato da chi è stato Maestro di noi tutti, ed ha esaltato i valori dello sport come insegnamento di vita. Raramente qualcuno come Giovanni De Silva ha incarnato lo spirito dei master o testimoniato l’amore per l’acqua e la passione per il nuoto interpretati quasi come una disciplina orientale. Fino ad 88 anni nuotava tutto l’anno, a mare ed in piscina, partecipando a tante manifestazioni, anche in acque libere, nelle quali suscitava l’ammirazione dei partecipanti e l’attenzione dei media. Per lui il nuoto era una filosofia dello spirito, il rituale di un'anima eletta.

        Il 18 novembre 2005, nel corso della festa per i 20 anni del nuoto master della Canottieri, gli venne assegnata una targa alla carriera, con la quale ci piace oggi ricordarlo mentre Napoli e l'Italia dello sport piangono una delle loro più fulgide glorie:

A

GIOVANNI DE SILVA

ai fastigi della storia illustre,

nell'eterna giovinezza degli ideali

interprete sublime di virtù agonistiche

illuminate da inesausto amore per il nuoto